MISURARE → COMPRENDERE → DECIDERE

Perché non basta chiedere a un'AI?

Un piano marketing oggi te lo scrive ChatGPT in trenta secondi, gratis, con un tono sicuro. La domanda che ne segue è sana, e me la fanno spesso: perché pagare qualcuno, se l’AI ce l’ho anch’io?

Perché un’AI da sola risponde a memoria. Non vede il tuo traffico, i costi delle tue campagne, le domande che i tuoi clienti fanno davvero: il consiglio che ricevi vale per l’azienda media del tuo settore. E non distingue te dal tuo concorrente, perché viene dalla stessa memoria, non dai tuoi numeri.

Cosa manca a un buon prompt?

Tre cose. E nessuna delle tre si sistema scrivendo un prompt migliore.

01
I tuoi numeri.

Dove il dato non c’è, l’AI completa comunque la frase, con lo stesso tono di quando ce l’ha. Da fuori la risposta fondata e quella inventata sono identiche, ed è il motivo per cui sembrano buone entrambe.

02
Un contraddittorio.

Proponile un’idea debole e guarda quanto le piace: un’AI da sola tende a darti ragione, perché è costruita per assecondare chi scrive. La prova costa mezzo minuto, con qualunque chat.

03
Il giorno dopo.

Chiusa la conversazione, il consiglio sparisce: nessun archivio, nessuno che fra un mese torni a misurare se ha funzionato, nessuno che ne risponda se non ha funzionato.

La prova dell’idea debole l’ho fatta anche su una mia: applausi. L’idea era mediocre.

Il limite resta anche quando l’AI la compri impacchettata. L’abbonamento che promette «il marketing con l’intelligenza artificiale» consegna a ogni cliente lo stesso strumento e lo stesso report: il pezzo che manca è quello che non si automatizza, qualcuno che guardi i tuoi numeri e risponda di quello che consiglia.

Cosa cambia con un sistema?

L’AI la uso anch’io, tutti i giorni, e senza nasconderla: mi fa coprire più fronti, più in fretta. Intorno però c’è un sistema, ed è lì che cambia il risultato:

01
Le risposte partono dai tuoi dati.

Le misure si fanno sulle tue domande e sui tuoi concorrenti, ripetute, con ogni risposta archiviata con data e ora. Ogni numero del documento porta il riferimento della misura che lo ha prodotto: se qualcosa ti sembra strano, si va a vedere. Il metodo, per esteso, è pubblico.

02
Se una misura non riesce come deve, il documento non esce.

Si rifà la misura. È la differenza fra un testo generato e un numero di cui rispondere.

03
Le decisioni hanno un responsabile.

Io leggo i numeri e ti propongo cosa conviene fare, in che ordine. E quando il lavoro prosegue mese dopo mese, a fine mese trovi il foglio: cosa avevo detto, cosa è stato fatto, cosa è cambiato.

04
Il collaudo lo faccio prima su di me.

Ogni mese pubblico la mia misura, zeri compresi: la trovi qui. Se il metodo funziona, si vede lì per primo.

Da dove si comincia?

Dalla Diagnosi: in una settimana hai i numeri della tua azienda su Google, sito, risposte delle AI e tracciamento, con le mosse in ordine di efficacia. Costa €900, una tantum.

Da lì si decide insieme cosa serve, e può anche essere poco. Se dalla Diagnosi esce che per ora ChatGPT sulla scrivania ti basta, te lo dico: resti con un punto di partenza misurato, e sai quando rifare il controllo. Quando vuoi, parliamone.