Ci penso io
Guardo i numeri veri, tutte le settimane.
Suggerisco le priorità e porto avanti il lavoro.
A fine mese ti dico cosa è cambiato e perché.
Diversamente da un fornitore, non aspetto istruzioni.
Sapere cosa non va nella tua azienda non basta. Il piano ce l’hai, magari è pure buono. Ma resta lì, perché nessuno lo porta avanti settimana dopo settimana e nessuno risponde di come è andata.
Il collo di bottiglia, quasi sempre, è il tuo tavolo
Ogni decisione passa dal tuo tavolo. Non perché ti piaccia decidere tutto, ma perché nessun altro ha l’autorità per farlo. E tu hai altre venti cose che non possono aspettare.
Intanto chi esegue fa quello che gli chiedi, e fa bene il suo mestiere. Se gli chiedi la cosa sbagliata, la fa bene lo stesso: non è pagato per dirti che è la cosa sbagliata.
Così passa un anno. Hai speso, hai fatto cose, e a dicembre non sai dire quale di quelle cose ti abbia portato clienti.
Cosa faccio, in concreto?
Guardo i numeri veri, ti propongo cosa conviene fare e in che ordine, porto avanti il lavoro e a fine mese ti dico cosa è cambiato e perché. Se una cosa non ha funzionato lo trovi scritto lì, non devi chiedermelo.
Non è più lavoro di quello che fa un fornitore: è un altro mestiere. Un’agenzia che esegue non ti dirà mai «questo mese fermiamo Google e mettiamo tutto sulla pagina prodotto», perché è una decisione contro il suo stesso fatturato. Io quella proposta te la faccio lo stesso, e se sbaglio sai quale numero chiamare.
Cosa serve da te, e lo dico prima di firmare
Due cose sole. L’accesso ai numeri veri, cioè agli account che raccontano cosa succede. E il mandato di cambiare rotta senza chiederti il permesso ogni volta.
Se preferisci approvare ogni singola mossa, non è un problema: vuol dire che il presidio non è quello che ti serve. Ti serve la regia, che costa meno ed è un’altra cosa. Te lo dico prima, così non lo scopriamo a tre mesi.
Ne prendo pochi, e ti dico perché
Un’azienda seguita così mi occupa quattro ore a settimana, tutte le settimane. Le ore in una settimana sono quelle che sono, quindi il numero di aziende che posso seguire è basso e resta basso.
Non è una tattica per farmi desiderare. È il motivo per cui, se ci mettiamo d’accordo, non finisci in fondo a una lista.
Quanto costa il presidio?
Un canone mensile, prezzo chiuso, che ti dico ai primi venti minuti di telefono: prima che tu spenda un euro con me e prima della Diagnosi, così sai subito se ha senso continuare.
Quello che posso dirti già adesso è il confronto. Alla stessa cifra, in giro, si compra esecuzione: campagne gestite, contenuti ogni settimana, qualcuno che ti richiama. Qui assumi chi ti suggerisce cosa fare e perché. Stessa cifra, mestiere diverso.
Si va avanti un mese alla volta: per fermarsi bastano trenta giorni di preavviso. Il lavoro si giudica da quello che porta, non da un contratto lungo.
Per le aziende con più fronti da presidiare, dove serve una struttura dedicata, il canone sale: ma è una conversazione che si fa dopo aver visto i numeri, non prima.