MARKETING A NUMERI VERI

Quando un tuo cliente ti chiede «ci siamo, su ChatGPT?»

In mano hai due cose. Uno screenshot, oppure un’impressione. Nessuna delle due è una misura, e chi ti ascolta lo sente.

Costruire una risposta seria in casa vuol dire mesi di lavoro: domande fissate prima, misure ripetute, risposte archiviate con la data. Nessuna agenzia lo monta fra un lavoro e l’altro. Io quei mesi li ho già spesi.

Prova adesso, ti bastano trenta secondi

Apri ChatGPT e fai la domanda che farebbe il cliente di un tuo cliente: chi consiglia un fornitore di quella cosa, in quella zona. Poi rifalla identica.

Le due risposte non sono uguali. Comparire non è un sì o un no: è una probabilità. E una probabilità non si fotografa, si misura ripetendo.

Ecco perché lo screenshot non prova niente

Se la risposta cambia fra due prove, lo screenshot è vero e inutile allo stesso tempo. È un caso singolo di una cosa che varia. Portarlo al cliente come prova significa scommettere che non gli venga in mente di riprovare.

Il momento in cui fa male è quando tira fuori il telefono

Il cliente controlla davanti a te e vede un risultato diverso dal tuo. Quello che perdi in quel momento non è il lavoro: è l’autorevolezza, e la perdi esattamente sul terreno su cui ti eri appena candidato come esperto.

Tre domande, tre motori, cinque ripetizioni ciascuna: quarantacinque risposte archiviate per una sola azienda. Sembra esagerato finché non provi a rispondere con due.

COSA RICEVI

Cosa ricevi, in concreto?

La misura di come i tuoi clienti compaiono nelle risposte delle AI. Domande fissate prima, ripetute, risposte conservate con data e ora: da qualunque numero del documento si risale alla risposta da cui viene.

Esce con il tuo logo e i tuoi colori, già impaginato. Lo consegni come tuo.

Perché l'impaginazione la tengo io?

Il valore di quel documento è un numero che il tuo cliente può ricontrollare in due minuti. Un documento rifatto altrove non lo è più: cambia una cifra, salta un riferimento, e quello che consegni torna a essere un’opinione con dei grafici.

Il marchio è tuo. L’impaginazione è la parte che rende verificabile il resto, e quella la tengo io.

Cosa resta tuo, e cosa non tocco?

La relazione, la creatività, la strategia di comunicazione. È il tuo mestiere e non è il mio: non faccio comunicazione, non faccio creatività, non cerco i tuoi clienti. Faccio la misura, e la direzione che ne discende.

Si comincia dalla misura, e non chiedo accessi

La visibilità nelle AI si misura da fuori, come la vede un cliente che cerca: non servono le credenziali dei sistemi del tuo cliente. Ed è la ragione pratica per cui questo pezzo è rivendibile davvero. Nessuna agenzia consegnerebbe a un esterno gli accessi di qualcun altro, e fa bene.

«Se entri nei nostri clienti, cosa impedisce che si accorgano che il valore lo porti tu?»

È la domanda giusta, e te la rispondo in tre righe.

01

Il tuo cliente non sa che esisto e non lo contatto mai, per nessun motivo: tutto passa da te.

02

Il report esce con il tuo logo e i tuoi colori, lo produco io già così, tu lo consegni come tuo.

03

Se vuoi mettiamo per iscritto il patto di non concorrenza sui clienti che mi affidi. Ma la garanzia vera è che non ho un canale per raggiungerli.

Alle riunioni con il tuo cliente posso esserci, se ti serve uno che risponda alle domande tecniche: mi presenti come collaboratore esterno, non lascio contatti e non prendo impegni in quella sede.

Come si comincia?

Non con un contratto. Con un caso pilota su un tuo cliente: una misura vera, consegnata con il tuo marchio, e poi si decide con quella in mano. Scrivimi o chiamami, mezz’ora basta.

In pagina non trovi i prezzi: le condizioni si parlano a voce, da partner. E non trovi il funzionamento nei dettagli, per lo stesso motivo per cui tu non spieghi al cliente ogni passaggio del tuo reparto grafico.

Quello che invece è pubblico è il patto: cosa garantisce una mia misura, punto per punto. Se devi rivenderla, è la pagina da leggere.

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