MISURARE → COMPRENDERE → DECIDERE

Chi è Federico Raimondo

Faccio questo lavoro da quando «fare marketing su Internet» era una frase che richiedeva una spiegazione.

Ho cominciato alla fine degli anni Novanta, con una partita IVA e siti fatti in Flash. Google in Italia praticamente non esisteva ancora e ci si arrangiava con Altavista. (Per chi c’era: chiedo ancora scusa per i siti in Flash.)
Erano i tempi in cui nasceva Officinamundi.

Da lì i linguaggi veri, i primissimi CMS come Joomla, Prestashop, WordPress e Magento, per citare quelli che sono sopravvissuti, e poi uno dei primi corsi di digital marketing tenuti in Italia, quando la SEO bisognava spiegarla. Lo faccio da più di venticinque anni, quasi sempre per le stesse aziende.

25+

anni con le stesse aziende

ogni mese

misuro il mio marketing su questo sito e pubblico il risultato, zeri compresi

pochi

i clienti che seguo, per scelta: stiamo seduti dallo stesso lato del tavolo, dobbiamo starci comodi.

Con che aziende lavoro?

Piccole e medie imprese che vendono ad altre imprese: manifatturiero, prodotti tecnici, lavorazioni e servizi. Il filo comune non è il settore ma il modo di vendere: il cliente confronta più fornitori, e la decisione passa da più di una persona. Chi vende d’impulso al consumatore finale fa un altro mestiere, e lì ci sono persone più brave di me.

Il 2006 è l'anno in cui ho capito che mestiere faccio, e quale no

Nel 2006 ho fondato un’agenzia con degli amici. Dopo qualche anno me ne sono andato: volevamo cose diverse, e ammetterlo non è stata una passeggiata.

Da lì però ho capito la cosa che ancora oggi decide come lavoro: non mi interessa fare il fornitore. Il fornitore sta dall’altra parte del tavolo, esegue e poi fattura. Io sto bene quando sto dallo stesso lato del cliente: obiettivi condivisi, numeri sul tavolo, e la libertà di dire «questa cosa non farla» anche quando farla mi sarebbe convenuto.

Il rapporto tradizionale cliente-fornitore mi è sempre stato un po’ stretto. Il cliente ha un problema, il fornitore vende una soluzione. Uno compra, l’altro vende.

Preferisco un rapporto diverso: conoscere l’azienda, capire come guadagna, sapere quali sono i suoi problemi, discutere insieme le strategie e condividere gli obiettivi.

Una volta mi hanno pagato per analizzare un progetto. L’analisi diceva che non conveniva farlo, e gliel’ho scritto chiaro e tondo. E a voce gli ho detto “io non te lo faccio e ti sconsiglio di farlo”. Il lavoro grosso che sarebbe arrivato dopo non è mai stato fatto, ovviamente. Non da me almeno. E va bene così.

Nel tempo i clienti diventano amici. Quando lavoro con un’impresa, il suo problema diventa anche il mio problema e il suo obiettivo diventa il nostro obiettivo.

Le giornate sono di 24 ore

Sembra una banalità, ed è la cosa che ha disegnato tutto il resto. Se stai dallo stesso lato del tavolo non puoi starci con cinquanta aziende: il numero di clienti che seguo è basso, e resta basso.

E siccome le ore non si moltiplicano, negli anni ho costruito una suite di strumenti che si prende il lavoro che ruba tempo: la raccolta dei dati, i controlli, le misure ripetute. Come funziona è problema mio. Quello che riguarda te è cosa garantisce. Ogni numero che consegno ha sempre la fonte e la data accanto, e quello che dai dati non si può dimostrare non lo trovi nei miei report.

Il giudizio, quello, non l’ho automatizzato: le decisioni le firmo io.

Cosa insegno in aula?

Faccio formazione su AI e marketing alle imprese, corsi per enti del territorio e «AI per il marketing» all’ITS delle Marche. L’aula per me è un controllo qualità: se una cosa non la so spiegare semplice, forse non l’ho capita neanche io. E poi mi pagano per tenermi aggiornato, fantastico!

Perché affidarti a me e non agli altri tre che ti hanno chiamato questa mattina?

Ho visto Internet passare da territorio per pionieri a infrastruttura dell’economia mondiale. Ho realizzato siti quando in Italia Google non lo usava ancora nessuno. Ho attraversato Flash, ColdFusion, PHP, la SEO, Google Ads, i social network, le automazioni e ora l’intelligenza artificiale e i sistemi agentici.

Gli strumenti sono cambiati, cambiano continuamente. Probabilmente continueranno a farlo sempre più velocemente.

Ma l’anzianità da sola non prova niente, e chiunque oggi ti dice che usa l’AI. Per questo non ti chiedo di credermi: misuro il mio stesso marketing ogni mese su questo stesso sito, che nasce come esperimento, e pubblico i risultati, zeri compresi. Vedere i numeri, non le parole. Pretendilo da chiunque ti si presenti, me compreso.

Dietro ogni ricerca, ogni clic, ogni lead e ogni algoritmo continua ad esserci una persona. Ed è anche per questo che, dopo tutta questa tecnologia, sono arrivato a una conclusione piuttosto semplice.

Il marketing migliore nasce quando smettiamo di ragionare come cliente e fornitore e iniziamo a ragionare come partner.
Dallo stesso lato del tavolo.