MISURARE → COMPRENDERE → DECIDERE

Chi sono

Faccio questo mestiere da quando «fare marketing su Internet» era una frase che richiedeva una spiegazione.

Ho cominciato prima del 2000, con una partita IVA e siti fatti in Flash. Google in Italia praticamente non esisteva ancora e ci si arrangiava con Altavista. (Per chi c’era: chiedo ancora scusa per i siti in Flash.)
Erano i tempi in cui nasceva Officinamundi.

Da lì i linguaggi veri, i primissimi CMS come Joomla, Prestashop, WordPress e Magento, per citare quelli che sono sopravvissuti, e poi uno dei primi corsi di digital marketing tenuti in Italia, quando la SEO bisognava spiegarla. Venticinque anni nello stesso mestiere, quasi sempre per le stesse aziende.

25

anni nello stesso mestiere, quasi sempre per le stesse aziende

ogni mese

misuro il mio marketing su questo sito e pubblico il risultato, zeri compresi

pochi

i clienti che seguo, per scelta: stiamo seduti dallo stesso lato del tavolo, dobbiamo starci comodi.

Con che aziende lavoro?

Piccole e medie imprese che vendono ad altre imprese: manifatturiero, prodotti tecnici, lavorazioni e servizi. Il filo comune non è il settore ma il modo di vendere: il cliente confronta più fornitori, e la decisione passa da più di una persona. Chi vende d’impulso al consumatore finale fa un altro mestiere, e lì ci sono persone più brave di me.

Il 2006 è l'anno in cui ho capito che mestiere faccio, e quale no

Nel 2006 ho fondato un’agenzia con degli amici. Dopo qualche anno me ne sono andato: volevamo cose diverse, e ammetterlo non è stata una passeggiata.

Da lì però ho capito la cosa che ancora oggi decide come lavoro: non mi interessa fare il fornitore. Il fornitore sta dall’altra parte del tavolo, esegue e poi fattura. Io sto bene quando sto dallo stesso lato del cliente: obiettivi condivisi, numeri sul tavolo, e la libertà di dire «questa cosa non farla» anche quando farla mi sarebbe convenuto.

Il rapporto tradizionale cliente-fornitore mi è sempre stato un po’ stretto. Il cliente ha un problema, il fornitore vende una soluzione. Uno compra, l’altro vende.

Preferisco un rapporto diverso: conoscere l’azienda, capire come guadagna, sapere quali sono i suoi problemi, discutere insieme le strategie e condividere gli obiettivi.

Una volta mi hanno pagato per analizzare un progetto. L’analisi diceva che non conveniva farlo, e gliel’ho scritto chiaro e tondo. E a voce gli ho detto “io non te lo faccio e ti sconsiglio di farlo”. Il lavoro grosso che sarebbe arrivato dopo non è mai stato fatto, ovviamente. Non da me almeno. E va bene così.

Nel tempo i clienti diventano amici. Quando lavoro con un’impresa, il suo problema diventa anche il mio problema e il suo obiettivo diventa il nostro obiettivo.

Le giornate sono di 24 ore

Sembra una banalità, ed è la cosa che ha disegnato tutto il resto. Se stai dallo stesso lato del tavolo non puoi starci con cinquanta aziende: il numero di clienti che seguo è basso, e resta basso.

E siccome le ore non si moltiplicano, negli anni ho costruito una suite di strumenti che si prende il lavoro che ruba tempo: la raccolta dei dati, i controlli, le misure ripetute. Come funziona è problema mio. Quello che riguarda te è cosa garantisce. Ogni numero che consegno ha sempre la fonte e la data accanto, e quello che dai dati non si può dimostrare non lo trovi nei miei report.

Il giudizio, quello, non l’ho automatizzato: le decisioni le firmo io.

Cosa insegno in aula?

Faccio formazione su AI e marketing alle imprese, corsi per enti del territorio e «AI per il marketing» all’ITS delle Marche. L’aula per me è un controllo qualità: se una cosa non la so spiegare semplice, forse non l’ho capita neanche io. E poi mi pagano per tenermi aggiornato, fantastico!

Perché affidarti a me e non agli altri tre che ti hanno chiamato questa mattina?

Ho visto Internet passare da territorio per pionieri a infrastruttura dell’economia mondiale. Ho realizzato siti quando Google ancora non esisteva. Ho attraversato Flash, ColdFusion, PHP, la SEO, Google Ads, i social network, le automazioni e ora l’intelligenza artificiale e i sistemi agentici.

Gli strumenti sono cambiati, cambiano continuamente. Probabilmente continueranno a farlo sempre più velocemente.

Ma l’anzianità da sola non prova niente, e chiunque oggi ti dice che usa l’AI. Per questo non ti chiedo di credermi: misuro il mio stesso marketing ogni mese su questo stesso sito, che nasce come esperimento, e pubblico i risultati, zeri compresi. Vedere i numeri, non le parole. Pretendilo da chiunque ti si presenti, me compreso.

Dietro ogni ricerca, ogni clic, ogni lead e ogni algoritmo continua ad esserci una persona. Ed è anche per questo che, dopo tutta questa tecnologia, sono arrivato a una conclusione piuttosto semplice.

Il marketing migliore nasce quando smettiamo di ragionare come cliente e fornitore e iniziamo a ragionare come partner.
Dallo stesso lato del tavolo.