Perché non basta chiedere a un'AI?
Un piano marketing oggi te lo scrive ChatGPT in trenta secondi, gratis, con un tono sicuro. La domanda che ne segue è sana, e me la fanno spesso: perché pagare qualcuno, se l’AI ce l’ho anch’io?
Perché un’AI da sola risponde a memoria. Non vede il tuo traffico, i costi delle tue campagne, le domande che i tuoi clienti fanno davvero: il consiglio che ricevi vale per l’azienda media del tuo settore. E non distingue te dal tuo concorrente, perché viene dalla stessa memoria, non dai tuoi numeri.
Cosa manca a un buon prompt?
Tre cose. E nessuna delle tre si sistema scrivendo un prompt migliore.
Dove il dato non c’è, l’AI completa comunque la frase, con lo stesso tono di quando ce l’ha. Da fuori la risposta fondata e quella inventata sono identiche, ed è il motivo per cui sembrano buone entrambe.
Proponile un’idea debole e guarda quanto le piace: un’AI da sola tende a darti ragione, perché è costruita per assecondare chi scrive. La prova costa mezzo minuto, con qualunque chat.
Chiusa la conversazione, il consiglio sparisce: nessun archivio, nessuno che fra un mese torni a misurare se ha funzionato, nessuno che ne risponda se non ha funzionato.
La prova dell’idea debole l’ho fatta anche su una mia: applausi. L’idea era mediocre.
Il limite resta anche quando l’AI la compri impacchettata. L’abbonamento che promette «il marketing con l’intelligenza artificiale» consegna a ogni cliente lo stesso strumento e lo stesso report: il pezzo che manca è quello che non si automatizza, qualcuno che guardi i tuoi numeri e risponda di quello che consiglia.
Cosa cambia con un sistema?
L’AI la uso anch’io, tutti i giorni, e senza nasconderla: mi fa coprire più fronti, più in fretta. Intorno però c’è un sistema, ed è lì che cambia il risultato:
Le misure si fanno sulle tue domande e sui tuoi concorrenti, ripetute, con ogni risposta archiviata con data e ora. Ogni numero del documento porta il riferimento della misura che lo ha prodotto: se qualcosa ti sembra strano, si va a vedere. Il metodo, per esteso, è pubblico.
Si rifà la misura. È la differenza fra un testo generato e un numero di cui rispondere.
Io leggo i numeri e ti propongo cosa conviene fare, in che ordine. E quando il lavoro prosegue mese dopo mese, a fine mese trovi il foglio: cosa avevo detto, cosa è stato fatto, cosa è cambiato.
Ogni mese pubblico la mia misura, zeri compresi: la trovi qui. Se il metodo funziona, si vede lì per primo.
Da dove si comincia?
Dalla Diagnosi: in una settimana hai i numeri della tua azienda su Google, sito, risposte delle AI e tracciamento, con le mosse in ordine di efficacia. Costa €900, una tantum.
Da lì si decide insieme cosa serve, e può anche essere poco. Se dalla Diagnosi esce che per ora ChatGPT sulla scrivania ti basta, te lo dico: resti con un punto di partenza misurato, e sai quando rifare il controllo. Quando vuoi, parliamone.